Clermont-Ferrand è una città scura in senso letterale: la cattedrale, i palazzi nobiliari e buona parte delle facciate sono costruiti in pietra di Volvic, una lava grigia estratta a pochi chilometri. A ovest, la Chaîne des Puys allinea ottanta vulcani dormienti su una trentina di chilometri, e il Puy de Dôme, a 1.465 metri, domina l'insieme. Qui il golf si gioca sul bordo di questo altopiano, tra gli 800 e i 900 metri di quota, a venti minuti da place de Jaude.
La regione non è una meta di golf di massa, ed è proprio questo il suo interesse. Il percorso di riferimento è il Golf des Volcans, a Orcines, dove Martin Kaymer vinse l'Open des Volcans nel 2006, due anni prima di imporsi sullo European Tour. Intorno l'offerta è più modesta: un 9 buche storico a Royat, un compatto da 18 buche a sud della città e, a una cinquantina di minuti, il vecchio percorso di Vichy disegnato da Arnaud Massy.
Tre o quattro notti bastano. Si gioca Les Bruyères due volte, si tiene una mattinata per salire sul Puy de Dôme in treno a cremagliera e un pomeriggio per la città vecchia, tra la basilica romanica di Notre-Dame-du-Port e il quartiere di Montferrand. Le serate si passano a tavola: la città e i dintorni contano diversi ristoranti stellati, tra cui un due stelle a Durtol, sulla strada del golf.