Quiberon è un'antica isola che la sabbia ha unito al continente con un sottile istmo, il tombolo di Penthièvre. Da un lato, la Côte sauvage con le sue falesie di granito, tutelate dal Conservatoire du littoral, dove la brughiera di erica e ginestrone precipita su calette sferzate dall'Atlantico. Dall'altro, la baia di Quiberon, riparata e luminosa, con le sue spiagge e i suoi porti: Port-Maria, da cui partono i battelli per Belle-Île, Houat e Hoëdic, e Port-Haliguen, dove nel 1795 sbarcarono i realisti emigrati.
La penisola stessa non ha golf: per giocare bisogna risalire l'istmo. Saint-Laurent, a Ploemel, è a mezz'ora, e Baden, sul fiume d'Auray, a tre quarti d'ora. Rhuys-Kerver, dall'altra parte del golfo del Morbihan, richiede più di un'ora di strada: lo si riserva per una giornata intera, con un pranzo a Port-Navalo. Sono tre percorsi di circa 6.000 metri, più tecnici che lunghi, dove il vento di mare decide spesso lo score.
La vera particolarità di Quiberon è altrove: qui nacque nel 1964 uno dei primi istituti di talassoterapia di Francia, fondato dal dottor Raymond Denniel con il campione di ciclismo Louison Bobet come primo direttore. Un percorso al mattino, i bagni di acqua di mare il pomeriggio, una passeggiata sulla Côte sauvage al tramonto: da tre a cinque notti bastano per trovare questo ritmo.